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Spade del Crepuscolo, Un romanzo di Calintz
CAT_IMG Posted on 15/9/2007, 23:26P_QUOTE
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Capitolo 1

Una voce in un sogno.



CODICE
Era una serata come le altre, la gente non usciva da casa per la paura di essere uccisa. Erano passati ormai tredici anni da quando il vicino Ducato di Granal aveva invaso Regno di Klesis, era stato durante un attacco notturno e l’esercito non ebbe tempo per preparare una controffensiva decente.
La disfatta fu inevitabile ed il giorno seguente, sulle porte del palazzo reale, furono appese le teste del Re Reoris e della Regina Satine, nessuno sapeva che fine avessero fatto i due figli, Lucas e Gregory. Qualcuno affermava che erano stati imprigionati, altri che erano riusciti a scappare. Ma nessuno in realtà sapeva veramente cosa fosse successo ai due giovani. Quella sera in realtà una persona camminava per le strade deserte. Camminava tra le automobili abbandonate, coperte da uno spessissimo strato di sporco, tanto spesso da rendere indefinito il colore della carrozzeria. Camminava verso il castello, coperto da un mantello con cappuccio che portava il simbolo del ormai caduto Regno di Klesis. Dall’ombra del cappuccio uscivano dei lunghi capelli argentati e s’intravedeva una bocca. D’un tratto la figura parlò “Devi tornare Lucas”.
Lucas si svegliò di scatto, osservò un attimo la sua stanza, decorata da poster dei suoi wrestlers e gruppi musicali preferiti. Si girò e rispose al cellulare, che stava suonando: “Eccolo! Dimmi tutto!” Dall’altra parte, una ragazza lo sgridò “Come al solito! Anche questa volta ti sei dimenticato che stamattina dovevamo andare a fare quella ricerca. Accidenti Lucas, manca una settimana alla fine delle vacanze estive e ancora dobbiamo fare questa benedetta ricerca. Quando hai intenzione di prendere sul serio questo compito?”
Lucas, con molta calma, rispose “Rebecca, prenderò sul serio questo compito appena il professor. McEvory mi avrà spiegato il motivo per cui dobbiamo fare una ricerca sui fenomeni paranormali! Per chi ci ha preso? Per la T.A.P.S.?”
Rebecca sospirò “Se fossimo stati la T.A.P.S. a quest’ora avremmo già fatto la ricerca! In ogni caso, oggi pomeriggio non hai scusanti. Devi esserci, altrimenti rischiamo di perdere la fiducia del signor. Freeman, visto che ci ha concesso casa sua per fare questa ricerca!”
“Va bene Rebecca! Oggi pomeriggio ci sarò, giuro. Ora ti saluto, ho delle faccende da sbrigare.” E riagganciò.
In realtà non aveva nulla da sbrigare, era solo un modo per chiudere la conversazione. Rebecca era la sua migliore amica, ma a volte era insopportabile, soprattutto quando si parlava di cercare qualche traccia di fantasmi.
- Tanto neanche esistono - pensò Lucas, prima di sdraiarsi nuovamente sul letto e si riaddormentarsi subito.
Il giovane incappucciato stava camminando in un vicolo, la sua meta era un’insegna al neon che portava scritto “Lester’s Nest”. Appena arrivò di fronte alla porta d’entrata, bussò. Da dentro una voce sbottò “Parola d’ordine!” Il giovane disse “Una spada d’ombra cancellerà il sole”La voce da dietro la porta disse “Bene, puoi entrare” e subito la porta si aprì.
L’interno era arredato come un normalissimo bar, con sgabelli di legno attaccati al bancone, dei tavoli e delle sedie in mezzo alla sala, un juke-box nell’angolo destro vicino all’entrata e un biliardo con attorno dei divani in vicinanza alla porta del bagno maschile.
Il barista, un uomo molto muscoloso e stempiato, con una barba nera e dei peli che uscivano dal colletto semi allacciato della camicia, appena vide il giovane, esclamò “Era anche ora! Stavo quasi per mandare qualcuno a cercarti!” il giovane, leggermente seccato, rispose “Non è più necessario, come vedi sono qui!” L’uomo dietro al bancone, alzando leggermente la voce, sbottò “Per la miseria Shaze! Non puoi fare sempre di testa tua, rischierai di farti beccare!” Shaze, ora del tutto seccato, rispose al barista con un tono gelido “Astor, devi fidarti di me! Sono l’unico che può far tornare la memoria a Lui, visto che è stato proprio il tuo, come posso chiamarlo, EX FIDANZATO a fargli quell’incantesimo. Ricordi?” Astor, accusando il colpo scoccato con il ribadire del giovane la sua omosessualità, s’incupì e borbottò “E allora vedi di ragionare quando fai le cose, visto che sei l’unico in grado di svolgere questo compito! Se ti fai beccare, siamo tutti perduti.” Il ragazzo, vedendo che le sue parole avevano avuto effetto, si rilassò e rassicurò l’uomo “Non ti preoccupare grand’uomo! Ormai dovresti conoscermi, se incomincio a fare una cosa, la devo fare al meglio, altrimenti è come non farla affatto.” Shaze, sorridendo si girò e si congedò. “Vado a controllare cosa succede attorno alle mura del castello. Se tutto va secondo i miei piani, Layla sarà già la ad aspettarmi!” poi uscì dal locale, facendo sbattere leggermente la porta.
Lucas aprì gli occhi e guardò subito l’ora. “Le due meno dieci, sarà meglio prepararsi se devo incontrare Rebecca e gli altri per quella stupida ricerca!” disse, ancora leggermente assonnato. Il giovane si alzò, si infilò un paio di jeans, una t-shirt, prese il suo lettore MP3, il materiale che gli serviva e uscì di casa.
“Meno male che il signor. Freeman non abita tanto lontano, almeno non dovrò fare tanta strada a piedi” disse il ragazzo. Camminava ascoltando una delle sue canzoni preferite, fischiettando tranquillo, quando, fermo ad un semaforo, si accorse di avere davanti a se, ferma dall’altra parte dell’incrocio, una persona in armatura che impugnava un enorme spada. Non fece in tempo a capire chi fosse, che la figura si girò e scomparì subito dopo.
Ancora sotto shock, Lucas pensò - Sarà stata la mia immaginazione - poi, accorgendosi che il semaforo era diventato verde, decise di rimettersi a camminare come se niente fosse accaduto. Il ragazzo però non riusciva a non pensare a quello che era successo poco prima. Continuava a chiedersi chi fosse, perché era la, ma soprattutto perché lo aveva visto proprio lui. Queste domande perseguitarono Lucas per tutto il tragitto per andare nel luogo della ricerca. Una volta arrivato però, decise che era meglio non pensarci, o avrebbe mandato all’aria l’intera ricerca.
Shaze, una volta fuori dal bar, tornò nella via principale e poi si guardò intorno, cercando di capire quale sarebbe stata la strada più corta e meno sorvegliata per arrivare al castello. Non sarebbe stato facile trovarla, visto che la sua avversaria, Layla Fireowl, il Capo delle Guardie del Duca Maxer Granal, era ottima combattente, un fedelissimo soldato ma soprattutto, un eccellente stratega, sempre a conoscenza di tutti i piani dei suoi nemici e subito pronta a schierare l’esercito del Duca nella formazione migliore per sconfiggere gli avversari. Shaze ci aveva combattuto una volta, circa due anni prima, la cicatrice che aveva sul setto nasale lo dimostrava, ma in quei due anni era migliorato, ora utilizzava al meglio la sua spada ed era pronto per la rivincita. Il giovane decise di fare le cose in grande stile, perciò scelse di andare dritto, verso il portone del castello.
- Layla, preparati perché stasera, ho intenzione di chiudere il nostro conto in sospeso - pensava sorridendo, mentre si incamminava sempre di più verso l’entrata del castello. La strada era insolitamente tranquilla, il ragazzo sentiva che c’era qualcosa che non andava. Se Layla sapeva del suo arrivo, come mai per strada non c’erano le guardie o gli Emerald Worms, le guardie speciali del Duca, ad attenderlo? A Shaze la faccenda piaceva sempre di meno, però decise di continuare per la sua strada, incurante della probabile trappola che Layla gli stava per tendere.
Intanto Layla osservava, ridendo, i movimenti di Shaze dall’alto della torre. “Che idiota! E’ così sicuro di se che non si è nemmeno reso conto del fatto che appena arriverà alle mura, ci sarà una piccola sorpresina per lui!” Un uomo alle spalle della ragazza parlò con un tono formale “Se mi posso permettere, mademoiselle, di che sorpresa si tratta?” La ragazza guardò l’uomo con uno sguardo malizioso, accentuato da quelli strani occhi viola che le hanno valso il soprannome di “Purple Nightmare”, e disse “Non è niente di così speciale, Orland, è soltanto….no, non te lo dico! E’ una sorpresa!” poi, sempre ridendo, tornò a guardare Shaze. Dal suo canto, Shaze non era così idiota come pensava la giovane stratega, infatti si era accorto che lei lo stava spiando dalla torre e così, alzando il dito medio in direzione della torre, fece capire a Layla che la sua trappola era stata scoperta. Furiosa, la ragazza lanciò giù dalla torre il cannocchiale che stava usando per spiare il giovane e corse giù per le scale, gridando ad un walkie-talkie “Piano cambiato, me ne occuperò personalmente di quel guastafeste!” e uscì dalla torre, sbattendo la porta.


Edited by Calintz@ - 16/9/2007, 20:04

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Il malato di Gears of War riparte all'attacco, titolo: COG's Pride
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C'è uno ZOOfilo in ognuno di noi!!

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L'odio genera altro odio! E io ci sguazzo nell'odio!

Su questa persona, vige la legge del LENTO VIOLENTO!!!

Io uso solo ed esclusivamente Adobe Photoshop CS3

Se c'è una cosa che odio, sono i Bimbiminkia!


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